Molto spesso capita di dare vita ad una nuova attività commerciale, nel corso della quale il proprietario accumula molteplici posizioni debitorie con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione; successivamente, decide di cessare questa attività ormai in perdita, e preferisce essere assunto con contratto part-time.
Il problema è che lo stipendio part-time non permette al debitore di estinguere i vecchi arretrati, che continueranno a pesare sulle spalle dell’ex imprenditore. E’ possibile risolvere questa situazione? C’è uno spiraglio di luce infondo a questo tunnel?
Questo è un classico caso di sovraindebitamento, cioè quando si accumulano dei debiti che, col modificarsi delle condizioni economiche della persona, non si riesce ad onorare e, quindi, ad estinguere totalmente.
E’ possibile risolvere questa situazione attraverso una delle procedure di risoluzione della crisi da sovraindebitamento, proprio come la liquidazione controllata che rappresenta un’ipotesi cui si può ricorrere.
Il giudice verifica qual è il fabbisogno mensile del debitore, destinando la restante parte dello stipendio al pagamento del debito tributario.
L’obiettivo è che la procedura di liquidazione controllata consente, infatti, al debitore di beneficiare, a determinate condizioni, della esdebitazione, che consiste appunto nella liberazione dei debiti tributari e nella inesigibilità dei crediti rimasti insoddisfatti nell’ambito della procedura stessa.
Giusto per curiosità
Il “cram down tributario e previdenziale” si riferisce a quegli istituti giuridici, attualmente disciplinati dal Codice della crisi e dell’insolvenza in forza dei quali è possibile, anche in mancanza di adesione da parte dell’Agenzia delle Entrate, ottenere una riduzione, anche molto pesante, del carico tributario, allorché il debitore sovraindebitato proponga un piano di risanamento che preveda il soddisfacimento dei creditori tale da apparire ed essere conveniente rispetto alle reali possibilità economiche e patrimoniali del debitore stesso.